Ca' De' Stefani
16 INTRODUZIONE STORICA Infatti ad una crescita quantitativa dei capi non fa riscontro un miglioramento qualitativo e prevale ancora la razza bruno alpina con rendimenti che non superano i 7-8 litri di latte al giorno per vacca, nonostante sia proprio un cremasco, Antonio Zanelli, a sperimentare per primonel 1875 l’introduzione della razza olandese nello Stabilimento sperimentale zootecnico di Reggio Emilia, trasformato poi nel 1879 in Reale Scuola di zootecnia e caseificio.6 Uno specchio abbastanza fedele della situazione cremonese del comparto caseario nell’ulti- mo decennio del XIX secolo, è costituito dalla Relazione generale della giuria all’esposizione industriale provinciale di Cremona del 1892, gruppo V, classe XIII-XIV sostanze alimenta- ri-prodotti chimici e farmaceutici: “Circa trent’anni fa - si legge - la nostra provincia rap- presentava per l’industria dei formaggi quasi soltanto un luogo di consumo, e si dipendeva dal lodigiano e più specialmente dal mercato di Codogno d’onde ogni settimana si portava il burro necessario per la città. Da quell’epoca a questa parte il prodotto fornito dalla nostra provincia si è poco per volta accresciuto, e la produzione del latte che è la materia prima della industria casearia, è oggi più che quintuplicata. Se poi si volge lo sguardo all’avvenire e si pone mente al sempre crescente vantaggio economico che presentano le coltivazioni dei prati, alle maggiori agevolezze per l’irrigazione di cui dispone la nostra provincia, in seguito alle grandi derivazioni di acque recentemente compite, si dovrà senz’altro essere condotti ad affermare che l’industria casearia ha per se le migliori speranze, e per essa si possono fare i migliori pronostici sulle sue future sorti. Ciò però che fino a poco tempo addietro aveva reso difficile il procedere di questa industria, era la incostante qualità dei prodotti, i quali erano una imitazione spesso poco ben riuscita del formaggio parmigiano, e quindi non 6 V. Oro bianco , a cura di Patrizia Battilani e Giorgio Bigatti, Lodi 2002, pp.152-159. Ca’ de’ Stefani di Vescovato - Scuola Vergani, Archivio Famiglia Maggi.
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