Ca' De' Stefani

31 120 | 1900 - 2020 di altri agricoltori che ne hanno fatto richiesta. La società cooperativa latteria Ca’ de’ Stefani entra nella Federazione delle latterie sociali cremonesi costituita nel 1916 per iniziativa dell’ing. Amilcare Robbiani, presidente della Latteria sociale di Soresina, nominando rappresentante per acclamazione il presidente Carlo Demicheli. Dalla relazione dei sindaci al bilancio 1915-1916 emerge la consapevolezza di aver compiuto un piccolo miracolo. “Per l’ottima direzione tecnica ed amministrativa,” la nostra latteria “può reggere il confronto con le principali Istituzioni consorelle della Provincia – scrivono Libero Talamazzi e Odorico Fontana il 15 marzo 1917 – Di ciò dobbiamo essere orgogliosi, specialmente noi vecchi soci, che, non ostante le tristissime vicende subite anni addietro dalla nostra Latteria, siamo sempre rimasti fedeli all’idea cooperativa e non paventammo i gravi sacrifici cui dovemmo sobbarcarci. Ora i nostri sforzi, i nostri ingenti sacrifici sono coronati dal successo, che non può mancare agli uomini di volontà forte: successo economico-finanziario, giacchè vediamo il nostro bilancio consolidarsi di anno in anno; successo morale, poiché vediamo che altri agricoltori sono entrati ad aumentare la nostra famiglia cooperativa, e sappiamo che altri hanno intenzione d’entrarvi. È nostro dovere però riconoscere che il merito principale del risorgere della nostra Latteria spetta all’egregio nostro Presidente, il quale vi dedica tanta parte della sua attività e la cura più e meglio che se fosse cosa sua propria: a Lui il nostro plauso sincero, i nostri più vivi ringraziamenti”. All’11 novembre 1917 la latteria ha prodotto 14.587,10 quintali di burro e 119.009, 95 quintali di emmenthal. L’ultimo anno di guerra vede una diminuzione del conferimento di latte di circa 1.500 quintali, a causa del perdurare dell’afta epizootica, con la produzione di solo burro ed emmenthal, pesano sul bilancio il maggior costo dei combustibili, le imposte ordinarie e straordinarie, i ritardi nel ritiro di formaggio da parte delle Commissioni militari di requisizione e le lentezze nei pagamenti, tuttavia i risultati sono confortanti, soprattutto in prospettiva dell’ingresso di nuovi, importanti soci. L’assemblea del 16 marzo 1919 assume due importanti decisioni. La prima, più significativa dal punto di vista sociale, è il soccorso prestato alla Latteria Sociale di Piadena in difficoltà per mancanza di produzione. Si decide di lavorare il latte di entrambi lasciando a carico della Latteria di Piadena solo le spese di trasporto e pagando il latte, poco più di 5.090 quintali a 59 lire al quintale dal 14 aprile all’11 novembre 1919, solo ad annata conclusa in ragione di quanto ricavato. La seconda è l’acquisto della casa attigua al caseificio, nota come “chalet svizzero” costruita nel 1910 dal casaro Giovanni Menzi, già utilizzata come osteria, le cui cantine si vorrebbero utilizzare come deposito dei formaggi, collegandole al caseificio con un passaggio sotterraneo scavato sotto la roggia Cavalletta. 1917 - Tra il 23 e il 24 ottobre avviene la disfatta di Caporetto. I morti sono 11.000. 1918 - Il 23 ottobre parte da Vittorio Veneto l’offensiva italiana. -Il 3 novembre viene firmato a Villa Giusti, a Padova, l’armistizio. La guerra è finita.

RkJQdWJsaXNoZXIy MjU1NDQ=