Ca' De' Stefani

36 Nel 1932 giunge il momento di votare la proroga della società, tema di non facile soluzione in quanto si tratta di decidere se i soci di Carpaneta Dosimo, che conferiscono il latte al caseificio di Cà del Zappa gestito dalla ditta Auricchio, possano trasportarlo a Montanara, tenendo presente la norma dei sette chilometri prevista dallo statuto. Il 10 aprile viene decisa la proroga della società per altri tre anni a partire dall’11 novembre, la Latteria sociale cooperativa di Ca’ de’ Stefani conta a tale data 44 soci. L’annata 1931-1932 risulta particolarmente difficile ma si salva solo grazie al miglioramento del mercato dell’emmenthal, che costituisce ancora la base della produzione. Si sarebbe dovuto cambiare produzione, “specialmente in certi mesi in cui i prezzi scesero al disotto delle 4 lire al chilogrammo”, osservano i sindaci, “ma pur troppo ciò non era tanto agevole, perché noi siamo ben lontani dall’essere attrezzati come per esempio la Latteria sociale di Soresina e di Casalbuttano nelle quali è sempre possibile produrre contemporaneamente diversi tipi di formaggio e nelle quali il siero viene trasformato in polvere, con un vantaggio economico di gran lunga superiore al nostro”. Viene dunque deciso di lasciare la conduzione del caseificio di Cà del Zappa e di affittare a far tempo dall’11 novembre 1932 il caseificio di Montanara alla ditta Auricchio, benché “questo affitto sia una semplice sosta per riprendere con maggior lena, a tempo opportuno, la conduzione diretta della nostra Latteria”. “Diciamo subito che tale provvedimento è risultato veramente opportuno per la nostra Latteria – osservano i sindaci nella successiva assemblea del 2 aprile 1934 – che non si trovava in condizioni di affrontare le gravissime difficoltà del mercato caseario in questi momenti di crisi persistente e profonda”. Lasciano la Latteria ben dieci soci e si sospende il contributo di 250 lire all’anno all’Istituto Tecnico Agrario Stanga. All’11 novembre 1934 la situazione patrimoniale risulta migliorata di 8.000 lire, anche se a pesare è ancora la gestione dell’impianto frigorifero, per un costo di circa 25.000 lire. Nel 1935 assume la presidenza Guido Bandera , che invita i soci a far propaganda per raccogliere nuove iscrizioni alla Latteria per colmare i vuoti degli anni precedenti. La situazione finanziaria è migliorata grazie ad un aumento del prezzo del latte ed alla riduzione delle spese. Pesa, però, la debolezza della compagine sociale, ridotta da 57 soci di cinque anni prima agli attuali 33, con l’uscita dalla società di grandi produttori di latte, per cui il reperimento di nuovi soci “non deve essere difficile – spiegano i due sindaci Sereno Lazzari e LodovicoQuaini – dato il momento propizio per l’unione degli agricoltori nella difesa dei loro più vitali interessi e date anche le buone condizioni patrimoniali della nostra Latteria”. La società viene prorogata all’11 novembre 1945, inserendo nello statuto la disposizione che ogni nuovo socio deve acquistare almeno un’azione del valore nominale di cento lire ogni venti vacche. Entrano nuovi soci: Ettore Mangili e i fratelli Scirocchi di Cicognolo. Nel frattempo la Plac (Società Produttori latte Associati di Cremona) ha chiesto di subentrare alla Gennaro Auricchio, che ha dimostrato una certa freddezza, nella conduzione del caseificio di Montanara, ed il Consiglio di amministrazione ha iniziato una trattativa per la quale ora chiede il nulla osta dell’assemblea. 1933 - Nasce l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) per salvare dal fallimento le principali banche italiane. 1935 - Invasione dell’Etiopia. 1937 - Vengono uccisi i fratelli Rosselli, convinti antifascisti in esilio a Parigi. Guido Bandera Presidente dal 1935 al 1950 TRA LE DUE GUERRE

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