Ca' De' Stefani
37 120 | 1900 - 2020 1938 - Vengono emanate le leggi razziali. 1940 - L’Italia entra in guerra il 10 giugno e invade la Grecia partendo dall’Albania . 1943 - A marzo, sciopero nel triangolo industriale. - L’8 settembre il maresciallo Badoglio comunica l’armistizio con gli alleati. - Il 27 nasce a Forlì la Repubblica Sociale Italiana. 1944 - Nasce la Coldiretti. - Il 3 giugno con il Patto di Roma viene ricostituita la CGIL. 1945 - Il 25 aprile avviene la liberazione dell’Italia. La guerra è finita. - A dicembre Alcide De Gasperi presidente del Consiglio - Viene ricostituita la Confindustria. La discussione è animatissima, ma alla fine viene approvato un ordine del giorno che autorizza il presidente a proseguire il confronto con la Plac. Nel 1936 entra in società Giacomo Ghisleri, conduttore di Sidolo. Dal 1937 il caseificio di Montanara viene gestito in comune con la Latteria Plac di Dosimo portando la produzione di latte dai 29.007,97 quintali dell’esercizio 1935-36 a 35.278,21 quintali. L’assemblea del 23 gennaio 1938 vede l’ingresso di 17 nuovi soci: fratelli Chisi di Stilo de’ Mariani, Alessandro e Cesare Balestreri e Rodolfo Rossi di Cicognolo, Giovanni Cristofolini di Cansero, i fratelli Feroldi di Stilo de’ Mariani, Amilcare Franzini di Stilo de’ Mariani, i fratelli Garavelli di Cansero, Annibale Guarneri di Cicognolo, le sorelle Iazzi fu Francesco di Gadesco, fratelli Lanfranchi di Cansero, Mazzini di Cicognolo, Vincenzo Mazzolari e fratello di Cicognolo, Giuseppe Migliori di Redondesco, Umberto Monti di Cicognolo, Tomaso Nazzari di Cicognolo, Armida Pagliari vedova Migliori di Cremona (cascina Cà del Pozzo). Con l’11 novembre 1939 termina il rapporto di collaborazione con la Plac e la Latteria Sociale cooperativa di Ca’ de’ Stefani riprende il pieno controllo della propria attività in modo indipendente, chiudendo il bilancio con un ricavo netto di 3.744.525,55 lire ed un utile d’esercizio di 1.036.024,56 lire. Il 1940 è il primo anno di gestione autonoma caratterizzato da corposi investimenti per nuove costruzioni e riadattamento di locali vecchi, acquisto di nuovi macchinari, fra cui il nuovo impianto frigorifero, e l’apertura, dal 13 dicembre, del nuovo caseificio di Persichello preso in affitto dalla società anonima cav. Gennaro Auricchio. Entrano anche nuovi soci: Gaspare Ghisleri di Montanara, Alfredo e Aristide Bignami di Sidolo, Colombo Ferali e sorelle di Stilo de’ Mariani, Ettore Amilcare Masseroni e figli di Montanara e Giacomo Fortuna di Carrobietto (Persico). La Latteria aderisce alle iniziative del Settore Zootecnico di Cremona per la fornitura di siero antiaftoso fornito dall’Istituto Zooprofilattico di Brescia. Nei primi due anni di guerra si assiste ad un notevole incremento delle spese sia per la gestione simultanea dei due caseifici di Montanara e di Persichello, che per la costruzione di una nuova sala per la lavorazione dei formaggi a pasta molle, che riscontrano un buon gradimento da parte dei consumatori anche fuori provincia. Altri nuovi locali vengono sistemati per la lavorazione del grana, dopo la concessione della relativa autorizzazione. Nel 1942 chiedono di entrare in società: Giuseppe Caporali, Rosolino Fieschi di Pieve San Giacomo, Luigi Grandi e fratelli di Cicognolo, Ferdinando Dordoni di Pieve san Giacomo, Giacomo Fontana di Cicognolo, Eugenio Lazzari di Pessina Cremonese, Giuseppe Mori di Bettenesco, i fratelli Pedroni di Cicognolo. I primi formaggi molli prodotti nell’annata 1941-42 sono giudicati ottimi. Tuttavia non sono risolti i problemi relativi alla qualità del latte conferito, ed il presidente Guido Bandera nel 1943 raccomanda ai soci “di curare in modo particolare il foraggiamento delle vaccine da latte eliminando possibilmente dallo stesso l’uso delle polpe di barbabietole, perchè queste ultime, frequentemente determinano nel latte una minore quantità di grasso, come la Latteria ha potuto recentemente constatare attraverso controlli effettuati presso le stalle dei soci”. Terminato il conflitto, l’assemblea del 3 giugno 1945 vota la proroga della società di dieci anni all’11 novembre 1955, i soci sono divenuti 67. Vengono introdotte alcune modifiche allo statuto, tra cui quella che sposta il limite del conferimento da sette a dieci chilometri dal caseificio di Montanara. Nel 1945 si ritirano sei soci che conferiscono latte al caseificio di Persichello che di conseguenza, non avendo una quantità minima di latte da lavorare, viene chiuso.
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