Ca' De' Stefani
43 120 | 1900 - 2020 che permette la stagionatura di circa 4.200 forme, prima trasferite ai magazzini generali di Cremona con una spesa di 1.257.292 lire. Le modifiche consentono di affrontare la produzione di formaggi tipo svizzero, pasta filata, grana, burro e caseina. Il latte conferito durante l’annata raggiunge la ragguardevole quantità di 56.122,56 quintali, con cui si sono prodotti 25.744,10 quintali di reggiano, 27.002,19 quintali di pasta filata, 3.004 di emmenthal e 20 quintali di formaggi a pasta molle. Nel raccomandare agli allevatori la massima cura e pulizia, la relazione del consiglio di amministrazione all’assemblea del 28 gennaio 1951 sottolinea che “il settore lattiero caseario ha attraversato durante l’annata scorsa un lungo periodo di crisi non poco preoccupante per quello che poteva essere il futuro della nostra economia aziendale date le paurose punte di ribasso ai prezzi del formaggio: detta crisi quantunque alleggerita negli ultimi mesi da fattori in parte extra commerciali purtroppo permane tuttora: diverse ne sono le cause e non è certo nella nostra possibilità allontanarle. È però soprattutto una crisi di super produzione e solo prodotti di qualità superiore potranno dare realizzi soddisfacenti; ad ottenere questo risultato è indispensabile la più fattiva collaborazione fra i produttori latte e trasformatori dello stesso nei suoi derivati unitamente ad un sempre maggiore perfezionamento nell’attrezzatura tecnico industriale della latteria”. Viceversa si presenta particolarmente favorevole il mercato dei suini, con l’invito ad incrementarne l’allevamento. Nel 1951 il provolone incontra subito un buon successo, soprattutto sui mercati di Roma e Napoli, permettendo di consolidare le posizioni già raggiunte e, in virtù del buon andamento del mercato suinicolo, vengono costruite altre porcilaie concludendo, in pratica, il piano organico di trasformazione degli impianti predisposto nel 1947 dal Cda. Se l’annata 1952-53 è particolarmente favorevole nel settore lattiero caseario, con cento milioni di lire di ricavi dalle vendite, non così è per il mercato dei suini che nel giro di sei mesi vede scendere le quotazioni da 450 lire a 300 al chilogrammo. “Il momento economico che attraversiamo – sottolinea la relazione del Cda all’assemblea del 18 gennaio 1953 – è oltremodo burrascoso e tutto è possibile, interferenze di vario genere falsano spesso quello che dovrebbe essere l’andamento del mercato. La lotta fra Latterie Cooperative e Industriali del settore è senza esclusione di colpi e spesso ci troviamo in condizioni da non poterci difendere da quelli bassi. Non dimentichiamo quale era la situazione dei produttori di latte prima che nascessero le Cooperative, situazione che ha portato appunto al sorgere di questi nostri istituti di difesa economica: tutti la ricordiamo e ritornarvi siatene certi non è eccessivamente difficile. Solo se resteremo uniti, solo soprattutto se gli amministratori che Voi eleggerete sentiranno la Vostra fiducia e la vostra comprensione, si potrà lottare serenamente con probabilità di successo ed ottenere quei risultati economici che tutti auspichiamo onde salvare le nostre economie aziendali”. 1951 - Viene approvata la “riforma Vanoni” che introduce la dichiarazione dei redditi. - A novembre vi è l’alluvione nel Polesine. - Nasce il PS (Partito Socialista) dall’unione di PSLI e PSU. 1953 - Ad ottobre USA e Gran Bretagna cedono all’Italia la “zona A” di Trieste. - Nasce l’ENI, sotto la presidenza di Enrico Mattei.
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